Trasformare l’archivio delle fotografie nella storia dei propri viaggi
Negli anni accumuliamo migliaia di fotografie. Le conserviamo sul telefono, nel cloud, sul disco del computer, spesso in modo disordinato.
Il problema è che avere le fotografie non significa avere una storia dei propri viaggi.
Se oggi volessi rispondere a domande molto semplici — Quando sono stato a Parigi? Quanto è durato quel viaggio? — probabilmente dovrei cercare tra cartelle, album e fotografie.
Da questa esigenza nasce Travelog, un progetto che sto sviluppando per trasformare automaticamente un archivio fotografico in un catalogo dei viaggi.
Le fotografie sanno già dove siamo stati
Le fotografie digitali contengono spesso molte più informazioni di quelle che normalmente vediamo: oltre all’immagine possono conservare la datadello scatto e le coordinate GPS.
Travelog parte proprio da questi dati.
L’applicazione analizza le cartelle dell’archivio fotografico, legge la data dello scatto e le coordinate GPS, le traduce nella località e aggrega le informazioni per giorno e luogo.
Dd questa sequenza di località è date ricostruisce automaticamente i viaggi.

Da una cartella di foto a un elenco di viaggi
L’utente indica la cartella che contiene le foto da analizzare e avvia una scansione. Travelog analizza le sottocartelle e per ogni fotografia estrae data e località, e li abbina a un viaggio:
fotografia → data dello scatto + GPS → località → giorno → viaggio
Quindi solo una sequenza di località dove ho scattato foto?
No. Un viaggio raramente coincide con una sola località.
Posso partire da Milano, passare qualche giorno a Parigi, spostarmi a Lione e poi tornare a casa: dal punto di vista delle fotografie sono località diverse, ma dal punto di vista della mia memoria è un unico viaggio.
Travelog crea quindi un viaggio come una sequenza foto scattate in giorni diversi, quando lontano da casa. Cambiare località non significa automaticamente iniziare un nuovo viaggio.
È una distinzione semplice, ma importante: l’obiettivo non è classificare le fotografie, bensì ricostruire il contesto nel quale sono state scattate.
Non è un’altra galleria fotografica
Travelog non mostra le fotografie.
Non ci sono gallerie o un nuovo visualizzatore di immagini. Le fotografie rimangono dove sono.
Travelog utilizza le foto come fonte di dati, e costruisce il catalogo dei viaggi.
Travelog non vuole sostituire un’app fotografica.
Non vuole essere un social network per viaggiatori.
Non vuole chiedermi di compilare manualmente un diario dopo ogni vacanza.
Vuole fare il lavoro noioso al posto mio: leggere l’archivio, riconoscere i luoghi, raggruppare le giornate e proporre una storia dei viaggi.
Applicazione Self-hosted
Travelog è pensato per essere installato nella propria rete locale, accanto all’archivio che contiene le fotografie. Le immagini non vengono caricate in un servizio cloud e l’applicazione non le modifica né le sposta.
Anche questa è una conseguenza della natura del progetto: i dati che descrivono la mia vita privata dovrebbero rimanere, per quanto possibile, sotto il mio controllo.
Il sorgente, la documentazione e le istruzioni per installare e usare Travelog sono su GitHub.