Cammino Balteo, 2025

Anche quest’anno torno ad affrontare una piccola avventura personale: un cammino a tappe, in montagna, della durata di una settimana.

Quest’anno tornerò in Valle D’Aosta, e percorrerò un altro tratto del Cammino Balteo: un percorso che attraversa fondovalle, versanti di media quota, vigneti, castelli e villaggi, sempre a contatto con la cultura locale e panorami mozzafiato.

Quest’anno percorrerò il tratto da Pont Saint-Martin fino a Torgnon, 5 tappe per un totale di 80 km, circa 4000 m di dislivello complessivo.

Un viaggio a piedi, immerso nella natura e nella storia, con lo zaino in spalla e la mente aperta a tutto ciò che il cammino vorrà offrirmi.

Racconterò ogni tappa, ogni incontro, ogni meraviglia nascosta che troverò lungo la strada.


1ª Tappa: Valle del Lys, da Pont-Saint-Martin a Lillianes

Il mio Cammino Balteo di quest’anno prende il via da Pont-Saint-Martin, all’imbocco della Valle del Lys che conduce verso Gressoney. Dopo aver raggiunto la Valle D’Aosta nel pomeriggio di sabato e aver pernottato in un affittacamere, sono pronto per affrontare la prima tappa di questa avventura.

La giornata inizia dall’antico ponte romano di Pont-Saint-Martin che attraversa il torrente Lys. Da qui, spostandomi sulla sponda sinistra del fiume, inizio la prima salita del percorso. Il sentiero sale rapidamente, guadagnando quota fino a raggiungere i 700 metri dei pascoli di Perloz.

L’ambiente della bassa Valle del Lys è caratterizzato da boschi di castagni che ricoprono i versanti e la presenza costante dell’acqua, non solo del torrente principale ma anche delle numerose cascate che scendono da entrambi i lati della valle.

All’altezza di Perloz scendo a fondovalle e attraverso il Lys; una volta raggiunta la sponda destra del torrente, riprendo la salita fino alla quota massima della giornata: 900 metri.

Dopo aver attraversato ancora per qualche chilometro boschi e piccoli torrenti, il panorama si apre e posso già scorgere a fondovalle Lillianes, il mio punto d’arrivo per questa prima tappa.

La discesa verso Lillianes è una vera scoperta. Il paese si presenta in tutta la sua bellezza: ampi prati soleggiati fanno da cornice alle case tradizionali, mentre il Ponte Vecchio – l’unico ponte in pietra a tre campate della valle – rappresenta un piccolo gioiello architettonico.

Il mio alloggio, l’Hostel Ou Crierel, è una struttura appena ristrutturata che mantiene il fascino antico delle costruzioni di montagna.

In queste prime tre ore di cammino, quello che mi ha subito conquistato è il contrasto con la vita quotidiana. Appena lasciato Pont-Saint-Martin, mi sono ritrovato avvolto in una pace e un silenzio che solo la montagna sa offrire, e che mi fa pregustare il valore di questo cammino: un’opportunità per rallentare, ascoltare e ritrovare un ritmo più naturale.

Distanza: 14 km
Dislivello: 814 m
Tempo: 3h


2ª Tappa: da Lillianes a Machaby

La seconda tappa del mio cammino è stata più impegnativa, ma la fatica è stata ripagata da una piacevole scoperta e tanta soddisfazione.

lLa piacevole scoperta è il borgo di Chemp, un “villaggio d’arte” raggiungibile dopo una ripida salita sul versante orografico destro del torrente Lys: Chemp è un vero e proprio museo all’aperto dove, tra fienili e antiche case rurali, ogni angolo è decorato con suggestive sculture in legno.

La salita continua, prima attraverso boschi di castagni e poi larici quando la quota aumenta, fino al Col Fenetre a 1650m, il punto più alto della tappa. Da qui si apre la vista sulla valle, fino ad Arnad.

La discesa lungo unkantica strada napoleonica è lunga ma alla fine mi porta alla mia destinazione, il Forte di Machaby, splendidamente restaurato e sede dell’ostello dove alloggio. Unico ospite, ho l’occasione di chiacchierare con i gestori che mi raccontano la vita del rifugista.

Distanza: 16 km
Dislivello: 1220 m
Tempo: 4h25


3ª Tappa: da Machaby a Villa-nabian

La terza tappa riparte dal Santuario di Nostra Signora della Neve, la cui scendo attraverso un bosco di castagni verso Arnad, dove costeggio il rudere del castello Valleise.

Da qui parte la salita di oggi, che in circa 1000 m di dislivello mi porta a colle Vert a 1400m, da cui ridiscendo verso la valle di Champoluc.

Lungo tutto il percorso ho potuto ammirare da lontano le “Courme”, speroni di roccia levigata dal movimento degli antichi ghiacciai.

La mia tappa oggi termina a Villa-nabial, non prima di aver costeggiato l’altissima cascata di Isollaz.

Distanza: 15 km
Dislivello: 1050 m
Tempo: 3h50


4ª Tappa: da Villa-nabian a Saint-Vincent

Quarta tappa che mi porta dall’imbocco della Val d’Ayas al col d’Arlaz fino a Saint-Vincent attraversando diversi ambienti naturali. 

Parto dai resti del castello di Villa-Challand, per fare poi una piccola deviazione al suggestivo lago di Villa: un piccolo specchio d’acqua riserva naturale su cui si riflettono i boschi e le montagne circostanti. 

Da qui inizia la salita che in pochi chilometri mi porta ad attraversare un umido e fresco bosco di larici fino al Col d’Arlaz dove lo sguardo si apre sul panorama del fondovalle. 

Da qui l’ambiente cambia repentinamente e si attraversano secche e calde pietraie, dove il clima si fa quasi mediterraneo, habitat perfetto per migliaia di farfalle.

Raggiunto il punto più alto, inizia la discesa seguendo il ru d’Arlaz, fino a Emarese, dove l’ambiente si apre e lascia spazio ad ampi pascoli. 

Da qui la discesa prosegue decisa e rapidamente arrivo a Saint-Vincent, il paese decisamente diverso dagli altri paesi valdostani visti finora, caratterizzato da terme, casinò ed eleganti ville e hotel.

Distanza: 20 km
Dislivello: 850 m
Tempo: 4h30


5ª Tappa: da Saint-Vincent a Torgnon

La quinta e ultima tappa del mio cammino oggi mi ha portato a Torgnon, un “luogo del cuore“ per me è la mia famiglia, tappa fissa per qualche giorno di sci ogni inverno. 

Lasciare Saint-Vincent, percorrendo il sentiero del Rue de la Plaine, è stato un progressivo allontanarsi dalla mondanità e dai rumori del traffico, per inoltrarmi sempre più la natura più raccolta della Valtournenche. 

Il percorso è stato per la prima metà prevalentemente pianeggiante, per poi intraprendere una decisa e continua salita di 1200 m di dislivello sul versante ovest, inizialmente attraverso il bosco per poi attraversare i verdi e assolati pascoli. 

Proprio dall’orizzonte di un pascolo all’improvviso è apparso il profilo inconfondibile del Cervino! Una sorpresa inaspettata e affascinante.

Intravedere Torgnon sopra di me, dapprima da lontano, poi man mano che mi avvicinavo riconoscendo il profilo della chiesa che conosciamo bene, è stato emozionante, e mi ha dato una piacevole sensazione di familiarità. 

Il mio cammino si è concluso stasera, seduto su una sdraio a guardare l’orizzonte in lontananza, i boschi del versante opposto della montagna, e il profilo del Monte Zerbion. 

Anche quest’anno il cammino è stato per me un’occasione per percorrere ambienti che amo, sgombrare la mente e permettere ai pensieri di farsi più chiari. 

Distanza: 15 km
Dislivello: 1200 m
Tempo: 3h30